giovedì, marzo 28, 2013

Flash di autoconoscenza




La felicita' passa attraverso un solo tipo di conoscenza, quella " vera", poiche' qualsiasi tipo di conoscenza che non lo sia e' dannosa.
Come comprendere se una conoscenza e' quella vera? Bisogna partire dalla fonte, qual'e' la fonte che ha caratteristiche di verita' piu' di ogni altra? La propria anima che risiede nel nostro cuore.

Quindi l'autoconoscenza e' quella che da' piu' garanzie perche' attinge proprio dal nostro profondo, da dove possiamo ascoltare la voce del nostro spirito.

Il lavoro di conoscere se stessi non e' molto semplice se non si sa come attuarlo. Una delle difficolta' che incontriamo subito e' quella della non abitudine ad esercitare l'autoconoscenza.

Infatti non siamo soliti scrutarci, guardarci con una certa attenzione ma viviamo con una certa superficialita', con un senso di galleggiamento nel mare della vita, senza andare mai in profondita'.

L'autoconoscenza passa per la via del sentirsi, del  percepire in  se' le risposte del nostro "essere" alle stimolazioni psicosensoriali e spirituali che la vita comporta.

Il giardino fiorito




Signore ti ringrazio d’essere attento ed accorto coltivatore del mio giardino (la mia anima).

In esso  vi  sono fiori, erbe aromatiche e medicinali, alberi da frutto e piante varie che crescono, belle e rigogliose, grazie  te.

Continuamente tu lavori la terra in esso affinché ci siano buoni risultati.

Assiduamente lo pulisci dalle erbacce e dagli insetti nocivi affinché non rovinino quanto c’è in esso.

Poi lo rassodi, lo concimi e fai le giuste potature.

Non sempre il tuo lavoro produce i risultati voluti. Poiché più di una volta ostacolo il tuo operare rendendolo vano. Sono io che intralcio il tuo piantare nuovi alberi, fiori ecc. e  non usufruisco alla perfezione di tutto ciò che fai.

A volte schiaccio qualche piantina appena cresciuta oppure la taglio perché non mi piace, contrastando così la tua volontà. Fai sorgere il sole per riscaldare e dare forza alle colture  mentre io faccio ombra.

Tu le innaffi sempre al momento giusto, mentre io lo faccio, quando non ce ne bisogno. Tu lavori la mia anima (nel mio giardino), per farla  “crescere”  nell’amore, di vari colori (fiori, di vari gusti (frutti) di vari benefici (erbe medicinali).

Le piante, poi, un po’ alla volta cominciano a crescere (amore, benevolenza, tenerezza, umiltà, sapienza, equilibrio, armonia, pace, fede ecc.) purtroppo io le taglio o le faccio seccare per indifferenza. Fai aumentare la mia conversione (del cuore) e donami il calore e la grazia della percezione della tua misericordia amorosa, nel mio cuore e nella mente ed in tutto il mio corpo. Cosa stupenda, felicità intensa, stato di grazia indefinibile e meraviglioso, per il quale ti ringrazio immensamente.

Ahimé quanto lavoro sprecato quando rendo a te impossibile operare in me. Solo qualche volta riesco, appena, a far coincidere,  la mia volontà con la tua. Perché la  mia è così imperfetta. Il tuo lavoro non conosce soste, mentre io mi stanco facilmente non riuscendo più a seguirti ed a concordare con esso. Questo accade perché il mio corpo, compresa la mente, vuole riposare e ciò ritarda la tua azione [Gesù nel Getsemani, raccomandò ai suoi apostoli di non dormire (intiepidirsi) per non cadere in tentazione e peccare)] posticipando la mia crescita spirituale.

Tale stanchezza, se riguarda il solo corpo, è umana: Questo accade perché non sono abituato a lavorare a lungo ed alacremente. Il tuo lavoro invece è premuroso, sollecito e preciso, mentre il mio superficiale, lento e con poca benevolenza. Gesù mio, plasmami, dammi riposo ed energia per poter lavorare come vuoi tu.

S. Santo, dammi la luce per raggiungere velocemente la crescita non concretizzata. Dammi il giusto equilibrio, fatto di calma e quiete interiore affinchè non corra il  rischio di cadere nella noia e perdere l’entusiasmo che può spingermi anche quando le energie calano.

Insegnami ad usare le mie forze con il dosaggio giusto, senza sprechi ed eccessivi consumi, fintanto non avrò ben ricaricato le mie “batterie”. Possa essere il mio livello d'amore a far sì che ciò  sia possibile, mosso dalla fede che mi spinge a credere sempre in te con estrema forza! Questo per permetterti di realizzarlo in me. Come è bello il giardino quando tu vi operi senz’alcun ostacolo da parte mia.

La conversione


Conversione vuol dire cambiar rotta al proprio cammino.

Perche' abbiamo bisogno di farlo? 

Perche' il traguardo a cui arriveremo se rimaniamo sulla strada che stiamo percorrendo forse non e' quello migliore per noi. 

E' tanto grave cio'? 

Si lo e' se rischiamo di arenarci in un punto di non ritorno che non possiamo piu' mutare e che non e' quello che desidereremmo vivere per tutta l'eternita'.

Come possiamo comprendere che dobbiamo cambiar rotta e che stiamo andando verso un punto d'arrivo non buono per noi?

Per capirlo dovremmo avere un'apertura mentale tale da aver un'ottima supervisione della realta' che stiamo vivendo oppure aver fiducia in qualcuno che crediamo capace d'illuminarci.

Probabilmente e' molto difficile che cio' accada ma documentarci e ricercare informazioni che possano portarci all'illuminazione e' qualcosa che possiamo fare, anzi e' opportuno farlo.

Pensiamo di vivere bene come stiamo vivendo? Ci manca qualcosa nella nostra vita oppure percepiamo un certo senso di vuoto interiore e d'inappagamento? 

Se e' cosi' allora diamoci da fare.

Cosa o chi puo' darci quella che puo' denominarsi felicita' "eterna"? 

Materiale od intellettuale? Spirituale? Totale? 

Domandiamoci chi e cosa puo' garantircela? Forse Dio, ma se noi non crediamo esista? Davvero vogliamo rischiare di perdere tutto, anche quello che abbiamo conquistato gia' e che prima o poi finirà?

Certamente no! Che fare allora? Vogliamo prima toccare con mano qualcosa e poi decidere quale strada prendere? E' possibile fare cosi'? Non proprio, ma allora cosa dobbiamo fare? Chiediamo a chi segue gia' una strada che ritiene essere quella giusta e chiediamogli perche' l'ha scelta.

A questo punto dobbiamo credere in qualcuno od almeno cominciare ad ascoltare chi ha un progetto di vita futuro per conoscerne le motivazioni. Questo e' il primo passo da fare.

Se questo qualcuno ci dicesse che percepisce nel suo cuore che sta percorrendo la strada giusta e che sente dentro di se appagamento e pace interiore tale da rassicurarlo della validita' della strada intrapresa?

Se poi ci dicesse che ha un costante stato di pace grazie al quale sopporta abbastanza bene i vari scossoni che la vita comporta? Non e' gia' questa una grossa qualita' che potremmo acquisire seguendo la strada che egli puo' indicarci? Questa è una dote che gia' possediamo?

Con tutte queste domande e con le nostre risposte forse può mettersi in moto in noi un piccolo interesse alla conversione, è un buon inizio, approfittiamone!

martedì, marzo 26, 2013

Il cuore puro

Il cuore puro è quello che ci permette di percepire l'aspetto spirituale del nostro essere e quello degli altri.

Il cuore puro è quello che ci mette facilmente in comunicazione con Dio, permettendoci di percepire le ispirazioni, le illuminazioni, le intuizioni che guidano la nostra quotidianità, in modo meraviglioso e sorprendente.

Il cuore puro ama perchè sente di essere amato da Dio.

Il cuore puro non sa alterare la verità ma sa percepire quando questa viene alterata.

Il cuore puro sa leggere nell'animo umano e sa andare avanti anche quando tutto è contro di lui.

Il cuore puro è umile, semplice, delicato, splendido.

Il cuore puro è quello che è in sintonia con i comandamenti divini.

Il cuore puro è in ognuno di noi, spesso nascosto da tanti strati "pesanti" che non riusciamo facilmente a sollevare per farlo venir fuori in tutta la sua pienezza e bellezza.

Il movimento dell'amore

L'amore ha un movimento discendente da Dio verso di noi e da noi verso il prossimo e tutto il creato.

Nel momento in cui blocchiamo questo movimento siamo gli artefici dell'andamento negativo che consegue al non esercitare amore.

Ogni scelta di non amare sbarra il flusso dirompente dell'amore di Dio che spostandosi, continuamente, verso di noi, ristagna in noi.

Tesorizzare l'amore divino non donandolo poi agli altri, per egoismo, paura, pigrizia ecc. è causa del male che esiste nel mondo poichè dove non c'è circolazione d'amore, si muove il non amore, quello che porta all'odio, all'antipatia, alla guerra, all'egoismo e così via.

In un universo infinito retto dall'amore del Creatore è solo l'uomo ad interrompere lo spostamento della benevolenza divina, nel momento in cui la riceviamo e non la doniamo agli altri, sbilanciando l'equilibrio del dare per ciò che abbiamo ricevuto.

Essere solo canali di ristagno dell'amore e non cooperatori dell'amore che smuove il nostro amore verso gli altri è il motivo per cui la vita sulla terra non è fatta di felicità e benessere.

Comprendere, in consapevolezza, che l'amore è una corrente che non va frenata, ma agevolata nel suo movimento è molto importante per la nostra crescita interiore ed il nostro benessere psicofisico e spirituale.

sabato, dicembre 29, 2012

Le verità importanti




Solo le verità che durano per sempre sono importanti per la nostra vita. 

Inutile è legarsi a tutto ciò che poi finisce, che valore hanno 100 anni di vita, nel nostro corpo e coi limiti della materia, quando tutto il resto della nostra vita avrà una lunghezza senza fine, eterna. 

Allora partiamo alla scoperta delle verità eterne per conoscerle e comprenderle al fine di farci guidare da esse. 

Così non saremo limitati ma entreremo nelle eternità attraverso di esse. 

Quanto vale un gesto di non amore rispetto ad un gesto di amore? 

Entrambi hanno un valore che pregiudica la nostra eternità col primo arretriamo nella nostra crescita e ci separiamo dal tutto, col secondo avanziamo e rinsaldiamo la nostra comununione con tutto il creato e con Dio!

Verità

La verità che non conosciamo

 

    Ciò che vediamo attraverso ogni percezione che sia fisica od emotiva è dato da quello che siamo, cioè sentiamo, vediamo, percepiamo attraverso il filtro di quello che siamo, per cui solo se ci avvicineremo alla purezza la nostra visione sarà netta.
    Guardiamoci intorno, adesso in questo momento, cosa vediamo?
    Riflettiamo:
       - non vediamo altro che il riflesso di noi stessi, in ogni cosa che osserviamo, per cui quanto più tale riflesso è denso di fuliggine, è buio, mancante di luce, tanto più non scorgiamo granchè che non sia solo l'immagine statica di noi stessi, pur nella visione di un'apparente realtà.
    Se per ipotesi guardimo fuori dalla finestra e sta nevicando, dovremmo vedere la luce del bianco sfavillante della neve ma se nel nostro cuore c'è poca luce vediamo in modo opaco e fumoso, per cui tutti i particolari, pochi, che scorgiamo saranno poco nitidi ed avremo una percezione molto ridotta della realtà che stiamo osservando.
    Invece se nel nostro cuore c'è la luce di Dio, tutto sarà vivo, luminoso e gioioso.
    Ecco spiegato il fatto che quanto vediamo non è quanto veramente è perchè il nostro cuore oscurato non ci permette di vedere altro che noi stessi, solo una trasformazione interiore e profonda che ci posponga a Dio, in quella che poi è santa umiltà, ci potrà rendere chiara la visione della vostra vita.
    Cosa è l'umiltà, non è sottomettersi come una pecora matta a chi vuole farci violenza per puro egoismo ma il permettere al Padre nostro santissimo di agire nella vostra vita senza che il nostro orgoglio lo ostacoli, in pieno abbandono.
    Con quali conseguenze?
    La risposta è semplice, saremo uniti a Dio, come lui vorrà, egli ci porterà nel palmo della sua mano, ci terrà nel suo abbraccio, ci difenderà e quanto più crederemo che ciò sia possibile più egli ci condurrà alla vera gioia, che è santa letizia, per sempre, sempre, sempre, tutto ciò quando inizierà?
    Già da adesso se fin da ora comincerà la nostra trasformazione in santa umiltà che è Dio!

domenica, dicembre 09, 2012

Energia vitale questa sconosciuta

Quanto è importante riuscire ad avere il controllo della propria energia vitale, quanto è importante sentirla scorrere dentro di noi e comprendere quando sta per rallentare il suo flusso, quando sta per alterare la sua vibrazione, quando non  possiamo usufruire della sua forza perchè bloccata da diversi ostacoli e conflitti interiori.

Quanti di noi hanno questa sensibilità?

Quanti di noi conoscono in modo profondo la propria energia vitale?

Molto pochi!


Avere una conoscenza chiara della propria energia vitale ci porterebbe a poterla gestire bene, a poter avere la sua massima forza quando serve ed a risparmiarla (nel senso di ottimizzarne l'uso) quando non serve, ad armonizzarla quando è "turbata" a stimolarla quando giace sul "fondo" del nostro essere e sembra di non averla affatto!

Vi è mai capitato di dover affrontare una situazione e vi sentite senza quella spinta vitale che potrebbe invece darvi la forza a farlo bene?

Vi è mai capitato di sentire dentro uno stato di pace quasi "ultraterreno", una grande armonia ed una forza che vi farebbe affrontare il mondo intero?

Vi è mai capitato, dopo esser stati maltrattati, di usufruire di una forza (energia irritata) di cui non ne avete il controllo ma che comunque vi sostiene nell'azione?

Allora vi è la forza dell'energia in stato armonico e la forza dell'energia "irritata" conseguente ad un attrito, un conflitto al quale reagite.

Sentite dentro di voi la forza ma in modo molto diverso, la prima con benessere, supervisione ed autocontrollo, la seconda irritazione, agitazione con brio e totale mancanza di controllo.

Nel primo caso la forza continua a sostenervi fin quando l'armonia regge, nel secondo caso pur continuando l'irritazione la
forza si muove in voi agitandovi con degli alti e bassi, continuamente altalenanti, fino a crollare come dopo un grande sforzo facendo così sentire "piatti" dentro, quasi senza più "forza"!

Di questa seconda forza è forse piena la nostra vita ma possiamo imparare a gestire il primo tipo di forza?

Certamente!

Attraverso un cammino che sembra facile ma invece sulle prime non lo è perchè non siamo abituati a percorrerlo: l'autocomprensione.

Infatti è autocomprendendoci senza in alcun modo giustificarci nè condannarci che ci avvicineremo alla verità nascosta nel nostro essere e di conseguenza del "tutto".

L'energia rimane sconosciuta perchè sconosciuto è alla nostra consapevolezza il nostro modo di essere come non sappiamo perchè reagiamo in un certo modo (psicoemozionale) davanti alla vita così non comprendiamo perchè davanti alla stessa non sappiamo gestire la nostra energia vitale al meglio, anzi spesso ci troviamo scarichi (come una pila da buttar via......no meglio riciclarla).

Ecco che vorremmo esser "carichi" davanti ad una situazione che richiede forza e questa stenta ad arrivare, non mi riferisco a situazioni di emergenza (dove intervengono altri fattori a tirar fuori la nostra energia, in qualsiasi stato essa si trovi) ma alla quotidianità, all'impatto con gli eventi che essa ci fa affrontare.

Spesso la vita è come una fontana che gocciola disturbandoci, siccome non riusciamo a chiuderla bene per eliminare il gocciolio vi mettiamo sotto, a raccogliere l'acqua che cola, un secchio (la nostra sopportazione) che una volta riempito, se non lo facciamo prima che si riempie del tutto, cerchiamo di svuotarlo, altrimenti soffriamo molto della saturazione, così trascorriamo la nostra vita, riempimento e svuotamento ma mai risoluzione, perchè?

Perchè la nostra conoscenza dell'energia vitale è scarsissima, come tale è anche l'autoconoscenza, badate non quella dei propri pregi e difetti ma l'autocomprensione della faccia vera (non giustificata nè condannata) di noi stessi!
LUCID DREAMS ED IL PRESENTE ASSENTE

I sogni lucidi sono quelli nei quali ci appare un mondo osservabile con la fluidità di una mente distaccata dai limiti spazio-temporali.

In essi il presente ci appare "più vivo", quasi pulsante, possiamo predisporre sol pensandolo quello che vogliamo sia l'evento da osservare, per scoprire cose che non conosciamo.

Se il sogno perdura come lucido, qualcosa forse scopriamo, ma poi se non siamo esperti nell'utilizzo di tale modalità onirica, i risultati della nostra ricerca saranno pochissimi.

Pochi sanno però che il sogno lucido può verificarsi anche da svegli!!!

Infatti anche la realtà ci appare come un sogno mantenuto tale dalla mente che proietta continuamente immagini sue sullo schermo della nostra percezione ed il presente "vero" risulta quasi del tutto assente davanti a noi, per cui la nostra visione è spenta, senza stimoli ad acuire l'attenzione.

Se entriamo nella modalità osservativa simile a quella del sogno lucido tutto ci apparirà più vivo, interessante ed il presente non sarà più assente.

Difficile con le sole parole (quasi sempre inutilizzabili per far comprendere sensazioni interiori) portare alla vostra conoscenza come è lo stato della modalità osservativa del presente "vivificato".

Potrei dirvi che i colori sono più accesi, che le forme intorno vi apparirano meno piatte e più tridimensionali (come sono e spesso non rileviamo), i suoni più netti, gli odori più marcati, il contatto più significativo, i pensieri più "lucidi".

Tutta la sensorialità si presenta più marcata.

Ma ciò non basta ancora a rendervi l'idea. Vi sentirete parte di un insieme e non elementi separati sparsi dello stesso. Vi sentirete meno coinvolti perchè percepirete il coinvolgimento globale di ogni componente del tutto (l' insieme di cui vi sentite parte).

Sentirete il tono energetico psicoumorale essere molto fluido e reattivo agli stimoli che percepite. Non vi sentirete lì in quello spazio-tempo per caso e senza motivo.

Potrei aggiungere altre cose, ma non so quanto vi aiutano alla comprensione, forse vi fanno avvicinare almeno un pò ad essa.

Spero che almeno vi rendiate conto che il presente che viviamo è solo l'idea che abbiamo di esso riproiettata davanti a noi e creduta "vera"!!!!

Invece il presente che dovremmo vivere è pieno di sorprese, di novità, di situazioni da cogliere con entusiasmo per la nostra continua crescita, anche le sofferenze saranno viste come momenti necessari ad eliminare le nostre debolezze e le nostre immaturità.

Infatti tutte quelle che noi chiamiamo sofferenze morali (psicoemozionali) sono nient'altro che la reazione del nostro stato di maturazione all'evento che le produce, in parole povere non soffriremo se la reazione nostra fosse di equilibrio e forza e non di debolezza.

Qualcuno potrebbe obbiettare che quando c'è un grande aggravio di eventi sgradevoli è difficile dimostrare forza ed equilibrio, in realtà ancora una volta, proprio in tali casi se c'è maturità si reagisce contenendo la sofferenza fino ad utilizzarla per una maggior crescita, se non c'è si può avere il crollo di quella struttura interiore per la quale poco abbiamo lavorato in precedenza.

Inoltre, con il senno di poi, ricordate nella vostra vita passata un aggravio tale di eventi sgraditi in confronto ai quali non avreste potuto avere la forza giusta per superarli?

L'avvicendarsi degli eventi è sempre tale da poterli superare se ne abbiamo la forza, solo eccezionalmente si verifica un maggior aggravio degli stessi (più situazioni contemporaneamente) ma sol perchè ognuno di essi era potenzialmente in attesa da tempo in quanto il suo percorso era già presente accanto a noi pur se non si era ancora ben evidenziato perchè fino ad allora avevamo rinunciato ad affrontarlo.

Quando ciò succede abbiamo chiari segni che la strada che stiamo percorrendo non è quella giusta per noi, proprio perchè la quantità di avvenimenti avversi (sgraditi) indica che il nostro stato dell'essere interiore non è in sintonia con quanto ci accade (perciò soffriamo) ma è in conflitto, poichè ci siamo allontanati molto dalla "corrente magistrale"  del fiume divino che trascina tutto ciò che avvolge con le sue acque per portarlo a sè e si sa che tutto quanto rimane fuori soffre dell'aridità che la mancanza dell'acqua viva provoca.

In ultima asserzione la sofferenza è il riconoscere da parte della nostra interiorità che quanto ci accade stride provocando attrito nella nostra psicoemotività che non è matura davanti all'evento che la produce e questa nostra reazione è il segno vivo di ciò che il nostro essere ha bisogno per esser rinforzato, tale quadro è comprensibile solo attraverso l'autoconoscenza!

giovedì, novembre 22, 2012

La vita è davanti a noi come in un grande quadro




Immaginiamo di osservare un quadro, posto davanti a noi ad un paio di metri, perchè ampio, vediamo che rappresenta, di una stessa vicenda, vari momenti a seconda della zona dello stesso su cui ci soffermiamo a guardare.

Ci accorgiamo che narra della storia della vita di una persona:


- su in alto nell'angolo a sinistra lo vediamo quando nasce, poi lo vediamo, un pò più grande, giocare, poi andare a scuola, poi fare esperienze di sofferenza, perchè lo vediamo in ospedale e poi di gioia per una buona amicizia e man mano che guardiamo le scene, le vediamo diramarsi con una concatenazione fatta di un succedersi degli eventi, la cui rappresentazione è fatta in modo tale che le stesse scene sono, una vicina all'altra, perchè l'una consegue all'altra. Vediamo persino gli ultimi momenti di vita, rappresentate da scene che mostrano la morte del nostro personaggio.


Ora facciamo qualche riflessione:

- il quadro presenta nello stesso istante, davanti a noi che lo osserviamo, le scene di diversi momenti di vita, queste sono in una successione  logica che possiamo guardarle una dietro l'altra senza passare a momenti precedenti o susseguenti che non sono coerenti con lo sviluppo della storia rappresentata.

Eppure sono tutte già presenti nel momento che le osserviamo per cui quando cominciamo ad osservare le scene iniziali è perchè la nostra attenzione coglie queste e da queste si sposta alle scene "limitrofe" che comprendiamo essere le successive.

Però in tale contesto nulla ci vieta di guardare una scena posta in altro punto lontano della tela che vediamo rappresentare un momento di vita "temporalmente" diverso da quello a cui prima prestavamo attenzione, questo lo possiamo fare perchè il tutto senza tempo in un unico presente è li davanti a noi nel quadro.

Quindi il quadro ci rappresenta nell'adesso tutti gli accadimenti della storia che rappresenta, quello che fa sì che alcune scene, son osservate prima ed altre dopo e così via è dato dall'attenzione che la nostra mente applica a quanto osserva e percepisce (osservando le scena una dietro l'altra sforzandosi a farlo senza sbagliare successione) non potendo fare altrimenti perchè non può guardare l'insieme in un solo istante e comprendere tutta la storia, questo a causa dei suoi limiti.

Il tempo è perciò rappresentato dalla successione che l'attenzione esegue nello scorrere gli eventi tracciati sulla tela. In realtà esso è fermo davanti a noi, poichè tutta la storia è là, passato (dove abbiamo già guardato), presente (dove è adesso la nostra attenzione) e futuro (dove guarderemo poi).

Possiamo dunque affermare che se noi, davanti al quadro, non facciamo scorrere l'attenzione al succedersi delle scene, nei vari punti dove esse sono rappresentate, avendole tutte davanti nello stesso istante, siamo padroni del tempo, poichè esso è tutto davanti a noi.

Esso si mostra come fermo e lo sarebbe per davvero se riuscissimo ugualmente a comprendere la storia senza dover far scorrere l'attenzione alle scene una dietro l'altra!

Perciò secondo questa riflessione il quadro che è davanti a noi, mostra tutto nello stesso istante, cioè adesso, siamo noi che non siamo capaci di vedere tale "tutto" in una visione d'insieme, nell'unico tempo presente che è davanti a noi, perchè non abbiamo sviluppato la percezione (che non è dei 5 sensi fisici) intuitiva, quella per intenderci che non ha bisogno del "movimento" (movimento=tempo) dei sensi per poter comprendere ciò che osserva!


Ora qualche domanda:

  • Queste riflessioni possono essere le stesse, se davanti a noi non vi è un quadro ma la vita vera?
  • Quanto questa è diversa dal quadro?
  • Siamo sicuri che il passato che abbiamo trascorso, dopo averlo vissuto con la nostra attenzione, non era già davanti a noi, in qualche punto della vita presente?
  • Il futuro dov'è?
  • Non è forse nelle scelte che faremo e che altro non sono se non la conseguenza dello spostarsi della nostra attenzione ad esse?

  • Siamo veramente sicuri che davanti a noi, la realtà non mostri nello stesso momento presente tutta la nostra vita, i cui momenti ci appaiono passati, presenti o futuri, sol perchè siamo limitati nell'osservazione di essi dal movimento (che crea il tempo) che effettua l'attenzione della nostra mente quando ne prende conoscenza?
  • Ma  se fosse tutto (passato, presente e futuro) davanti a noi, perchè pur nel movimento d'obbligo che deve tenere la mente per porvi l'attenzione, non è possibile "saltare" la successione solita (prima il passato, poi il presente, poi il futuro) e ritornare al passato o andare nel futuro?
Possiamo affermare che sarebbe possibile se oltre le mente non ci fosse anche il corpo, poichè questo è anch'esso pesantemente ancorato al movimento e quindi al tempo da esso prodotto.
La mente intesa come pura attenzione può realmente portarsi con questa stessa al passato (cioè il presente che è stato osservato prima nel movimento dell'attenzione) e vederlo, mentre per portarsi al  futuro, siccome l'attenzione non si è ancora soffermata sopra (secondo la fisica quantistica non si è ancora determinata, pur essendo già realtà ma in uno stato di "vuoto", cioè "non materia" visualizzabile ma energia cioè "altra materia" del tipo non visualizzabile per intenderci) vi è da dire che per esso rimane "aperta" la rosa di un certo numero di possibilità  (un ristretto ventaglio di "non stati" dice sempre la fisica quantistica) dalle quali viene fuori quella che poi si determina, badate non "quando" (termine temporale) ma solo "se" (termine di mera scelta) la nostra attenzione la "sceglie" come evento di vita. 


Quindi si può andare al futuro considerando questo come quella rosa di possibili eventi che sceglieremo proprio perchè  questa è nel presente, mentre tutto il futuro diverso da questa è del tutto inesistente per cui irreale!
Attraverso l'intuizione noi possiamo percepire una realtà ancor più ampia e completa che potremmo chiamare, senza tempo, cioè in effetti quella che dovremmo chiamare la "VERITA'", poichè scavalcando del tutto anche la mente (pur sempre insita nel tempo col movimento dell'attenzione che coglie gli eventi della vita) è come se osservassimo quel "quadro"  (portato ad esempio), considerandolo realtà viva  e nella quale non è rappresentato solo una vita (la nostra) ma  il "vivere" di tutte le vite: l' "esistere" che abbandonate le "forme" del tempo è alla fin fine una unica vita di un unico essere: l'umanità!

sabato, novembre 17, 2012

Pensieri leggeri, pensieri figurati e pensieri pesanti



La mente adotta diverse modalità di pensiero tra le quali spicca quella dei pensieri leggeri, pesanti e figurati, vediamoli più da vicino:


I pensieri leggeri sono quelli per i quali l’andamento del flusso mentale può riuscire a mantenere un movimento, a livello di onde (alfa), tra la veglia rilassata e la tranquillità armonica.

Per intenderci meglio: emettere (creare) dei pensieri “leggeri” significa non ragionare con calcolo critico ma “sorvolare” l’argomento oggetto del pensiero, come fa un osservatore, cioè guardando senza distogliere lo sguardo ma senza coinvolgimento. Tali pensieri, per esser più precisi,  sono di vari livelli e di vario peso, ma in questa sede tale distinzione può confonderci le idee.

Il pensiero leggero si ha per esempio quando guardando un film (non impegnato) seguiamo lo svolgimento dello stesso con “diletto e svago” oppure quando arriva alla nostra attenzione una riflessione breve, sulla quale non ci soffermiamo ad affrontarne con completezza l’argomento che propone, evitando così l’intervento del giudizio/raffronto con l’archivio mnemonico (dove risiedono i ricordi: emozioni, immagini, pensieri, ecc. derivanti dalle esperienze passate).

Si verifica come se esso non fosse prodotto da noi ma da un’altra persona per cui il nostro assorbimento (energia mentale) in esso rimane molto superficiale.

I pensieri figurati sono quelli che non rappresentano propriamente una nostra riflessione ma un’immagine, un suono, un odore, un sapore od un contatto, cioè quando il richiamo dalla memoria non è relativo ad un ragionamento ed alle percezioni ad esso collegate ma alla sola percezione avuta in passato presente nel nostro archivio mnemonico, in questo caso abbastanza svincolata da ogni argomentazione.

Diciamo che tale modalità di pensiero non sarebbe possibile senza l’intervento della nostra volontà che opera un’azione di scissione  all’interno dei nostri ricordi, prelevandone solo la parte “figurata” senza usare le parole, i luoghi comuni ed i dualismi che deriverebbero se non operasse in tal modo.

Quindi si può dire che un pensiero figurato si ha quando pensiamo ad un’immagine, ad un gusto, ad un profumo e così via, senza andare oltre, cioè senza pensare (quindi verbalizzare) a quale situazione è collegato ognuno di essi.

Quando nella nostra mente osserviamo una qualsiasi sensazione (sensoriale) presente in memoria che arriva alla nostra attenzione, per un evento sia esterno che interno, senza lasciar spazio al nostro giudizio critico su di essa (di allora), nel momento stesso che essa attraversa la mente.

I pensieri pesanti, dopo tutto quello che finora abbiamo detto, son quelli per i quali si rileva un certo peso nella mente, con relativo consumo energetico, essi son ricchi di tutto il vissuto ad essi collegato, quando emergono alla nostra attenzione ci coinvolgono, esigendo di essere affrontati subito, così impone la mente, con un senso di gravità, d’imminenza, d’improrogabilità, d’importanza e di quant’altro essa ci propina per indurci a pensare subito ad essi, nel tentativo di dirimerli ma con il solo risultato di rinsaldarli in memoria, dopo averli affrontati, più ansiogeni e deleteri di prima.

La loro pesantezza altera la frequenza delle onde mentali, facendoci abbandonare l’andamento armonico del nostro flusso mentale, velocizzando la frequenza delle stesse, diventando difficile rimanere a ridosso delle onde alfa, quelle cioè che mantengono libera e lucida la nostra visione della realtà.

Se tutto ciò avviene nel dormiveglia notturno, non riusciremo più ad addormentarci poiché la maggior velocità non concilierà più il sonno.

Alla fine di quanto detto è bene accennare qual è l’importanza di non farsi aggredire dai pensieri pesanti:

- questi rendono dolorosa la nostra vita, perché la mente a causa di essi mette in atto l’ansia e la conseguente azione di somatizzazione sul nostro corpo, per non parlare di tutti i molteplici meccanismi che mette in atto per deviare la consapevolezza dal dolore che spesso emerge con essi.

venerdì, novembre 16, 2012

Il controllo volontario sulla nostra mente


La nostra mente emette pensieri leggeri e pesanti, ma quest'ultimi ci fanno spesso cadere nella rimuginazione.

Quando essa passa in rassegna i ricordi passati, in cui non siamo stati all'altezza delle situazioni che abbiamo vissuto, abbiamo ansia e la sofferenza morale che subiamo è data proprio da questo lavorio distorto ed esagerato della stessa mente.

Tutto ciò però accade fintanto che non ce ne rendiamo conto in piena consapevolezza, poichè se prendiamo coscienza del dominio che la mente ha nella nostra vita possiamo con la nostra volontà cambiare tutto, dirigendo i "giochi" della mente a nostro favore, eliminando i pensieri pesanti, utilizzando i pensieri  leggeri e quelli figurati (relativi ai 5 sensi: immaginando di vedere, sentire, toccare ecc.) alleggerendo così il nostro essere al fine di eliminare il meccanismo di ansia-somatizzazione.

Riprendiamo il controllo della nostra vita esercitando la nostra volontà sul lavoro palese e nascosto della mente.