lunedì, gennaio 30, 2006

Armonia


Dopo aver accennato al rallentamento energetico è bene indicare anche come ottenerlo:

- Chiariamo prima un punto, non s'intende rallentare il movimento del corpo poichè esso è in accelerazione solo in poche circostanze (mezzi di trasporto, corsa, movimenti veloci) ma il movimento delle vibrazioni psicoemotive ed energetiche per raggiungere una calma interiore ed esteriore.

Parliamo di una calma reale, profonda e non superficiale come spesso raggiungiamo.

Come fare?

Uno dei modi più interessanti è quello della cosiddetta "centratura" ovverossia il recuperare la propria centralità di osservazione ponendosi come osservatore in un punto centrale del proprio essere che più o meno corriponde alla stanza interiore quella cioè dove è il ponte di comando
da cui si assiste ad un vivere percependo non dalla superficie del proprio essere ma dal centro dello stesso.

Questa però è una modalità e non ancora uno stato dell'essere per cui è difficile da mantenere attiva per lungo tempo.

Il rallentamento duraturo invece si può ottenere agendo direttamente sul proprio sè arrivando ad una trasformazione (maturazione) tale da renderlo possibile.

Diciamo che noi, pur essendo molto accelerati a livello vibrazionale, percepiamo rari lampi di luce vera, squarci improvvisi sull'eternità, intuizioni od illuminazioni durante il percorso della nostra vita, consideriamoli doni o segni attraverso ed intorno ai quali produrre il rallentamento.

A volte l'intuizione non è proprio nostra in quanto non è stata percepita "in primis" da noi ma pervenendo alla nostra conoscenza ci "colpisce" in modo tale da risvegliare la nostra consapevolezza, meravigliandoci e scuotendoci, questo perchè essa ha trovato in noi terreno fertile fino a provocare tale tipo di reazione.

Non lasciamola inaridire ma lavoriamoci sopra.

Altre volte l'intuizione è proprio nostra ed allora abbiamo più validi motivi per indirizzare la nostra consapevlezza verso il cammino che ci mostra.

Potremmo aver bisogno di aiuto per l'interpretazione dei segni perciò rivolgiamoci presso chi può veramente darcelo. (io sono disponibile)

Quando poi i segni (intuizioni, flash, coincidenze strane ecc.) aumenteranno significherà che il nostro stato interiore sta evolvendo, maturando, in parole povere sta rallentandola nostra vibrazione accelerata!

Attenzione però....... anche quando ci sembrerà che il rallentamento sia abbastanza sufficiente, non è così, perchè andiamo ancora molto veloci, prendiamo consapevolezza di ciò è molto importante.

Solo con molteplici atti di consapevolezza possiamo frenare la velocità che ci elettrizza e poi volete saper come appurare un significativo rallentamento?

E' molto semplice "vedendo" intorno e dentro di voi quello che prima non vedevate, la realtà "vera"!





sabato, gennaio 28, 2006

Il rallentamento energetico

La causa per cui il nostro essere si ritrova ad aver "enormi" diffiicoltà a percepire il presente, il quel che è, la "verità" della vita, lasciando il dominio in mano alla mente, è data dall'accelerazione con cui viviamo!

Cosa significa?

Noi viviamo, per tanti motivi, con una sorta di accelerazione interiore, che non sempre si mostra in superficie alla nostra consapevolezza come agitazione o nervosismo, a volte è data dalla insoddisfazione, dall'inquietudine, dal senso di vuoto che abbiamo dentro.

Altre volte non ci sembra di aver alcuna di queste sensazioni ma siamo comunque accelerati dai ritmi esterni che ci coinvolgono:

- gli orari da rispettare, le corse in auto o coi mezzi di trasporto pubblico, scadenze che incombono ecc.

In tutte queste situazioni, che peraltro viviamo quasi sempre, comprendiamo come è difficile una diversa attenzione alle cose.

L'accelerazione poi permane anche quando sembra che tutto è tranquillo, questo accade perchè la nostra mente non si ferma (quieta) mai, vuoi che sia in pena per timori che preleva dal passato e prevede per il futuro, vuoi che sia entusiasta per un evento positivo che vede prossimo alla realizzazione.

Tutto ciò ci pone costantemente in accelerazione sensoriale e psicoemotiva, il nostro essere a causa di ciò vibra ad una frequenza "innaturale" e non consona alla corretta "attenzione" al quel che è che in effetti è la verità che accade intorno e dentro di noi.

Partiamo allora dal presupposto che finquando non deceleriamo (attenzione..... non fermiamo) e riacquistiamo una vibrazione (in effetti questa influenza anche la nostra vibrazione energetica) "armonica" non possiamo pretendere di essere "intuitivi" cioè collegati alla grande rete sincronica del TUTTO unità che rappresenta l'universo olografico.

venerdì, gennaio 27, 2006

DEUS CARITAS EST

« Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui » (1 Gv 4, 16).

Così inizia l'enciclica DEUS CARITAS EST del sommo pontefice BENEDETTO XVI sull'amore cristiano riprendendo
un passo del vangelo di Luca.

Quando siamo anche noi amore perchè caritatevoli e compassionevoli verso il prossimo siamo uniti a Dio, Egli è con noi, cioè si rrealizza uno stato di fusione a seconda della qualità e quantità del nostro amore.

Tale fusione ci porta su di un piano esistenziale e di percezioni spirituale dal quale la vita viene osservata e vissuta in modo diverso!

Siamo in tale stato a contatto con la Verità, col presente assoluto, con il quel che è spoglio da ogni distorsione.

Questa è la vita che dobbiamo conquistare!

giovedì, gennaio 26, 2006

La mente vaga intorno all'oggetto dell'attenzione

La possibilità che ognuno di noi possa percepire una realtà "vera" è resa difficile dal fatto che la mente solitamente vaga intorno all'oggetto dell'attenzione.

Cosa significa ciò?

Significa che la mente non è attenta ma si pone in direzione di quanto osserva con una sorta dimovimento continuo, passando da una cosa all'altra, spesso senza completare e quindi realizzare i motivi della sua osservazione.

In tal modo si crea dentro di sè uno stato di inappagamento continuo della vita stessa che vive.
Inoltre l'incoerenza aumenta in modo tale da creare una grande destabilizzazione del proprio equilibrio interno con il risultato di una disarmonia costante.

Allora per eliminare tutto ciò bisogna partire dall'origine del tutto, cioè dall'attenzione, rendendo meno svagata la nostra osservazione delle cose vedremo come da subito ci sentiremo più soddisfatti, appagati ed armonici!

martedì, gennaio 24, 2006

TRENTATRE: CIBI METALLICI

TRENTATRE: CIBI METALLICI

Col mio commento:

"Nel mondo della naturopatia, disciplina tra quelle cosiddette di medicina non convenzionale è da tempo che si parla dei pericoli del mondo alimentare "industriale" e s'indirizza chi a lei si affida all'alimentazione naturale biologica. Ho tenuto come naturopata diverse conferenze, negli anni, sul tema. Ora che sembra che tutti sono più attenti a questo discorso tali tipi di notizie non sono più considerate come mosche bianche. La speranza è che ciò che sembra un bagliore diventi fiamma e fuoco acceso e non ritorni ad esser lumicino fioco."

rilasciato sul blog di cui al link dò un mio umile apporto all'informazione in essa evidenziata peraltro rilanciata dal blog di beppe grillo purtroppo gli interessi dell'industria mal si conciliano, per molti versi, al discorso benessere quindi se non siamo attenti corriamo il rischio di immettere nel nostro organismo tutta una serie di sostanze nocive che invece potremmo evitare.

L'informazione in tali circostanze è utilissima specie se possiamo verificare che è veritiera!

La teoria, quella che si studia sui libri di testo delle tante scuole nel mondo, private e pubbliche, di medicina non convenzionale, ha sempre indicato l'importanza fondamentale che ha la nutrizione "pulita" cioè non additivata nè inquinata da sostanze che nel tempo, breve, medio o lungo provoca vere e proprie patologie.

Chi ci protegge da ciò?

Le leggi hanno i loro tempi ed i loro limiti, oltre che mostrare difficoltà a farle ripettare, allora non resta altro che una corretta informazione che ci faccia conoscere la verità nel campo della nutrizione e del contenuto dei prodotti messi invendita affinchè possiamo scegliere ciò che è meglio per la nostra salute!

sabato, gennaio 21, 2006

Il presente allargato


Comunemente s'intende come presente solo quello per il quale, nell'istante che si sta vivendo, ne percepiamo stimoli e sensazioni da questi scaturenti.

Quando s'indica l'eterno presente, l'adesso che accade, l'inevitabile "quel che è", si vuole intendere un presente globale all'interno del quale siamo tutti collegati, ciò è oggetto di ricerca (studi di fisica quantistica sugli esseri umani) e quindi non ancora ben conosciuto, ad una unica grande RETE.

Quindi il presente pur nell'istante in cui si estrinseca è allargato all'intero universo di cui siamo parte.

Pensateci con una piccola riflessione:

- quanto ci risulterebbe diverso il presente se avessimo la capacità sia di recepire tutti i collegamenti esistenti in esso (relativi all'evento che nello stesso stiamo affrontando) sia di saperlo gestire, a causa dell'enorme massa di informazioni.

Vi faccio un piccolo esempio per aiutarvi a comprendere:

State vivendo un particolare momento di vita presente, volete acquistare un'auto e collegato a alla RETE del "presente allargato" percepite ogni genere di notizia (badate bene non del futuro) esistente in quel preciso istante:

- modelli difettosi ancora non scoperti;
- modelli che usciranno di produzione per decisioni già prese ma non ancora pubbliche;
- modelli disponibili in altre città a prezzi inferiori;
- i soldi su cui contate vi serviranno a breve per un'altra situazione di cui percepite elementi concreti in atto;
- l'impianto idraulico di casa ha diverse zone in un stadio grave di usura, quindi prossime ad esigere impegno finanziario per la riparazione;
- alcuni ladri hanno preso di mira la vosta casa e stanno aspettando il momento opportuno per derubarvi;
- e cosi via...... si potrebbe continuare con tantissimi esempi di informazioni esistenti già nel presente (allargato) pur se non nei vostri normali limiti di conoscenza ma attingibili dalla RETE.

Ecco che il termine presente acquista più chiarezza nella nostra logica di comprensione, allargando i suoi confini nello spazio, nelle cose, nelle menti!

Cosa guardi e percepisci in questo momento?


Faccio proprio a te questa domanda. Guardati intorno e chiediti:

- quello che vedo rispecchia un ricordo che ho nella mente o è qualcosa che vedo per la prima volta? Forse sono immagini già viste prima ?

Se anche stai guardando qualcosa per la prima volta chiediti:

- quanto vedo (percepisco) è una novità oppure esiste nel mio archivio mentale qualcosa di simile a cui mi ricollego?

Allora quando possiamo dire che abbiamo la consapevolezza del nuovo in ciò che percepiamo se comunque la nostra mente esercita sempre una sorta di riconoscimento?

Quando rimarremo sorpresi e meravigliati dalle nostre percezioni con il "gusto" del nuovo?

Forse mai!

Cosi è se rimaniamo nella mente, questa non può non esercitare il riconoscimento anche quando molti particolari sono nuovi in assoluto (luoghi mai visitati, animali mai visti prima, persone mai incontrate o viste prima ecc.) poichè per conoscere dobbiamo ri-conoscere cioè ricondurre quello che abbiamo davanti a quanto già conosciamo, per eseguire il confronto e la deduzione sarà:

"è come questo o come quello ecc."

individuando l'oggetto che stiamo osservando per "genere" o "tipo" e non per l'essenza.

Eppure nel presente che viviamo tutto accade per la prima volta, con elementi tutti nuovi ed irripetibili (allo stesso identico modo) quello che non ci fa apprezzare tutto ciò è il modo di osservare che utilizziamo (filtro mentale).

Ritorniamo alla domanda iniziale, prova a rispondere partendo dal presupposto che tutto quello che vedi è un'immagine mentale e quindi non del tutto reale per cui, paradossalmente, escludendo tutto quanto vedi (percepisci) "in prima battuta" passa a considerare ciò che rimane della tua percezione.

Togliendo tutto quanto ti appare in concretezza (materia percepibile coi sensi) rimane uno spazio vuoto, allora fai un altro sforzo, elimina dalla tua percezione anche te stesso, il vuoto ti apparirà ancora più totale.

Guarda con attenzione questo vuoto e ti accorgerai che lo chiami tale (per i limiti della dualità) come alternanza e coesistenza col "pieno"(materia percepibile) ma rifletti:

- come il "pieno" non esiste da solo senza "spazi" di vuoto così quest'ultimo non ha senso ad esistere da solo in quanto trova la sua logica nell'essere lo spazio rimanente tra zone di "pieno" in esso esistenti!

Allora finalmente vedrai che il vuoto che rimane dopo l'esclusione fatta delle cose che appaiono (solo in apparenza) porta con sè "percezioni" apprezzabili solo perchè sono state in tal modo messe in risalto e quanto "percepirai" sarà la "verità", quello che davvero è intorno a noi!

giovedì, gennaio 19, 2006

La mente ed il paradosso del riconoscimento

Da Sponit, vetrina virtuale di posts singoli e blogs vari


La mente basa l'attenzione a quanto ci accade sul "riconoscimento" che altro non è che il ripescaggio dall'archivio del passato di quanto vissuto imponendoci lo stesso nel presente che stiamo vivendo, il paradosso evidente è che nonostante ciò che è stato non sarà mai più, noi lo riviviamo, pur se col vestito del presente, come se fosse nuovo e vero.

Read more at sponit.com/?sid=335

Articoli di approfondimento dei temi trattati

Sono già diversi gli articoli del sito naturopatia quantistica

che io redigo da alcuni mesi questi alcuni titoli:

Naturopatia quantistica

L'osservatore e quanto osservato fanno parte di unico insieme

Il potere dell'intenzione

Universo olografico

Percezioni ultrasensibili

La luce veraIl dono dell'intuizione

Lucid dreams ed il presente "Assente"

Il "rallentamento profondo" dell'essere

Il controllo del flusso del pensiero

Il sincronismo

Rete sincronica

Risonanze ed assonanze

Chi sia interessato a leggerli insieme ad altri ancora Read more at utenti.lycos.it/francod...

Il potere dell' intenzione

Vediamo prima cosa intendiamo per intenzione:

Il pensiero (idea, riflessione ecc.) meditato, confrontato all'interno del proprio archivio consolidato di convincimenti che porta all'azione!

Se tutto fosse semplice ad ogni pensiero "processato" dovrebbe corrispondere un'azione!

Sappiamo tutti che non è così, ma ci siamo mai chiesti perchè (senz'altro no, se dedichiamo poco spazio all' autocomprensione )?

Ogni pensiero ha dietro di sè almeno due "desideri" che sono tra loro opposti.

Vi faccio un esempio:

Il pensiero di magnanimità (carità, benevolenza, bontà, generosità) verso il prossimo parte con quello che è il 1° desiderio:

- dare qualcosa (tempo, danaro, beni, attenzione, ascolto, pazienza ecc.);

"Quasi" (dico così perchè dipende dal vostro livello di autocomprensione) in automatico si crea il suo doppio che è opposto:

-non dare (preservare e proteggere la propria ricchezza fatta delle stesse cose che il 1° desiderio vuole dare, per "PAURA" di non averne a sufficiente in una prospettiva molto dilatata).

In questi termini capite che la nostra mente trovandosi davanti 2 desideri che alla fine sono come 2 ordini (per giunta opposti), non produce un'azione coerente ma solo conseguenziale al raddoppio delle direzioni da prendere che essendo opposte alla fine producono un'azione limitata, una sorte di inazione.

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Naturopatia e fisica quantistica

Avrete sentito senz’altro parlare della fisica quantistica, ne avete sentito parlare forse per le applicazioni che ne sono derivate, negli ultimi decenni, nel campo della fisica nucleare, atomica, nelle tecnologie più avanzate dell’elettronica ecc.

Forse avete sentito parlare un pò meno di come la stessa F.Q. abbia influenzato e indirettamente avvalorato l’omeopatia (quella memoria nel solvente del rimedio iniziale il cui campo energetico veniva potenziato dalla succussione), tutta l’energetica orientale (cinese, indiana, tibetana, giapponese ecc.) quella occidentale (bioenergetica, medicina vibrazionale, la radionica, le varie riflessoterapie ecc.) ma che direttamente desse le basi a tecniche o discipline che potessero fregiarsi dell’aggettivo “quantistico” probabilmente poco o nulla sapete!

Non mi soffermerò e non vi farò qui esposizioni tecniche che potrebbe farvi un fisico e ne tanto meno ho il tempo di farlo, penso sia importante solo accennare alcuni principi fondamentali per capire come poi vengono trasposti nel campo delle m.n.c. e del benessere, cosa che a noi interessa maggiormente:

- L’osservatore influenza la realtà che osserva : universo soggettivo e non più oggettivo

- Non località della materia-particella: sincronismo ed universo olografico

- Dualismo della realtà: particella e funzione di onda

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mercoledì, gennaio 18, 2006

Solaris ultimo articolo pubblicato

L'ultimo mio articolo pubblicato su solaris:

Il tempo è fermo Quello che ci sfugge nella consapevolezza di tutto quanto crediamo sia reale è che il tempo è fermo, cioè fisso nel presente dove tutto è ma non sarà e non è mai stato, poiché ogni attimo di esso (presente) è diverso da tutti gli altri, facendo essere perciò diventare il suo viverlo "realmente" qualcosa che non ricordiamo e che non ricorderemo perchè saremo impegnati negli attimi nuovi di tale presente che continueremo a vivere senza fine per l'eternità!

Read more at www.solaris.it/indexpri...

Digg

Un modo per essere in vetrina nel mondo insieme a tanti interventi interessanti è bene conoscere l'inglese!

Read more at www.digg.com/

lunedì, gennaio 16, 2006

Il pensiero dell'anima e l'esistenza di Dio


Sappiamo come pensa la mente, pur se con limitata consapevolezza, ma ci siamo mai chiesti come pensa l'anima?

Questa pensa al di fuori del dualismo in cui è ingabbiata la mente (bello e brutto, gradito e sgradito, freddo e caldo, simpatico ed antipatico ecc.) inoltre non esprime giudizi sul quel che è, non definsce ciò che percepisce e non ha limiti spazio - temporali.

E' in contatto con Dio!

L'uomo che si considera essere composto solo di corpo e mente e che afferma che Dio non esiste mette in atto un grande paradosso della stessa logica razionale che gli fa affermare ciò.

Infatti egli come essere materiale non può definire Dio nè può conoscerlo e ciò che non può definire e conoscere, essendo al di fuori della sua consapevolezza, non può neanche affermare che non esista.

L'uomo però, essendo anche spirito, è proprio con la sua anima che percepisce Dio per cui ha validi motivi per poter affermare che egli esista.

In conclusione colui che afferma di non percepire Dio non può per tale motivo escludere che egli esista, al contrario colui che lo percepisce (con la sua anima) ha una concreta conferma della sua esistenza.

Dio per natura non è definibile, nè descrivibile, ma se arriviamo allo stato interiore (dell'essere) di non avere l'esigenza di doverlo definire, lo conosciamo veramente per quello che è!

venerdì, gennaio 13, 2006

La miglior "cura" della depressione


Chi ama non può mai esser depresso:

- perchè egli non si sente mai inutile quando fa del bene;

- perchè ha degli interessi validi da svolgere;

- perchè vede il suo futuro cogli occhi dell'amore e perciò roseo ed in cammino verso Dio;

- perchè essendo innamorato dei fratelli è entusiasta di poter dare a loro il suo amore non aspettando altro;

- perchè non è mai vuoto dentro ma pieno d'amore, ricchezza che non si consuma elargendola ma aumenta sempre più;

- perchè ha mille progetti d'amore da realizzare;

- perchè anche nelle peggiori avversità è continuamente tirato su dall'amore che sente ribollire dentro di sè!

Amore ed intuito


Chi ama è umile perchè si pospone agli altri per poter amare, facendo ciò annulla il sè e quindi ciò che ostacola l'intuito e questo fluisce libero viaggiando nei canali d'interconnessione che ci collegano alla massa dei dati circolanti (nell'universo olografico) intorno a noi, per cui è possibile attingere ad essi più facilmente.

Chi ama è libero dal proprio sè quindi capace di percepire tutto quanto gli perviene dalla rete d'interconnessione di cui è parte, lo stato di tale comunione si rafforza permettendo la libera circolazione delle "informazioni" esistenti.

Adesso, però, vediamo un pò cosa intendiamo per amore:

- non si ama a condizione, non si ama per uno scopo da perseguire o
per un fine da raggiungere altrimenti non è amore puro, non è amore forte;

- non si ama a comando, non si ama perchè costretti, non si ama perchè ricattati,
altrimenti non è vero amore;

- non si ama un pò ed un pò si odia, non sia ama solo in parte, non si ama col
dubbio e l'indecisione, altrimenti è pura illusione tale amore!

Si ama incondizionatamente, liberamente, interamente con tutto se stesso.

Si ama col "cuore" e non con la mente, questa non sa e non può amare per "natura"


approfondimenti

L'essere produce il fare


Ciò che noi siamo influenza tutte le nostre azioni, ogni nostro atteggiamento mostra ciò che siamo nel momento che lo esprimiamo, ma quello che siamo in realtà è ciò che la mente c'impone di essere.

Non siamo liberi dal nostro passato di paure (tutte le sofferenze per le molteplici situazioni sgradite vissute) per cui si forma un filtro che censura il presente facendocelo apparire "deforme e limitato", ecco che la gioia di vivere se non è anch'essa illusoria non la viviamo affatto.

Avete notato che quando dopo una forte (psicoemotivamente impregnata) esperienza di vita lo stato dell'essere subisce una trasformazione che modifica (ciò spiega anche la trasformazione dei soggetti dopo un'esperienza di premorienza) la sua parte (quella più consolidata) profonda si ha un conseguente cambiamento di alcuni nostri atteggiamenti e le nostre azioni prendono una strada un pò diversa dal consueto?

Anche il "fuori" cioè tutto il mondo esterno ci appare leggermente diverso.

Questo deriva dal fatto che se cambia l' essere (quello che noi siamo o meglio crediamo di essere, cioè il nostro sè) cambia tutto ciò che ad esso si relaziona.

Possiamo allora dedurre che affinchè cambi il nostro fare deve cambiare prima il nostro essere.

Noi facciamo ciò che siamo, non vi è alcuna nostra azione che scatrurisce all'improvviso dalle "nostre mani" e diventa "vita".

Allora domandiamoci:

- quanto fare armonico, tendente alla perfezione potremo esercitare se togliamo la "crosta" mentale al nostro essere e siamo veramente noi stessi?

Solo il cammino dell'autoconoscenza può portarci a scoprire chi veramente siamo e come ci relazioniamo col mondo. Man mano che acquistiamo "autoconoscenza" diventiamo più liberi di essere.

Sarà tale libertà la vera ricchezza (di valore eterno) e non tutto ciò a cui abbiamo rinunciato per conquistarla.

Allora incentriamo tutti i nostri sforzi all'autoconoscenza per scoprire ed eliminare quello che non siamo fino ad essere "noi stessi", affinchè avvenga ciò sarà la "verità" che incontreremo a permettercelo perchè ci farà liberi!


approfondimenti

martedì, gennaio 10, 2006

La morte del sè


La consapevolezza della Verità si ha con la LUCE, un vedere senza la mente che significa morire a se stessi in modo reale.

La nostra morte fisica cosa comporta?

Il non aver più un corpo che si traduce nel fatto che la nostra storia terrena ha termine ed il nostro sè cessa di esistere.

Possiamo far cessare la vita del nostro sè senza far cessare del tutto la nostra storia terrena?

Riflettiamo prima di rispondere, cosa è la morte del sè?

Annullare il nostro passato ed il nostro futuro poichè entrambi sono illusioni mentali.

L'unica realtà è vivere al presente, adesso!

Quindi possiamo far cessare la vita del nostro sè anche se ciò non avviene in un solo episodio come accade per la morte del corpo, ma è fatta di tanti momenti che interrompono il consolidamento della potenza del sè.

La morte del sè è anche perdere la nostra finta identità, legata al passato ed ai desideri futuri, per ritrovare quella vera.

Un pò come vivrebbe uno che ha perso la memoria e che è costretto a vivere solo nel presente.

Per far ciò bisogna, sulla base di una trasformazione interiore che continua (attraverso l'autoconoscenza) senza mai fermarsi,
esercitarsi a diventare l' "IO SONO" vivendo la realtà che non abbiamo mai vissuto prima e che mai più vivremo allo stesso modo.

esercizi:

ripetere più volte:

Io sono.......adesso
io sono ciò che non sono mai stato e non desidero essere in alcun modo ciò che adesso non sono!

Io sono....... adesso
non sono più ciò che ero prima
non desidero essere ciò che non sono già adesso

Io vivo...... adesso
io non vivo adesso in alcun modo ciò che ho vissuto prima
io non vivrò in alcun modo ciò che non posso vivere già adesso

Io percepisco....... adesso
io non percepisco adesso ciò che ho già percepito prima
io non percepirò ciò che non posso percepire già adesso

Io ho consapevolezza....... adesso
io non ho consapevolezza adesso di ciò che è stato prima ma di quello che accade ora
io non avrò consapevolezza domani di ciò che non ho consapevolezza già adesso

riflessione:
Tutto si compie adesso, se non percepiamo l'adesso dipende dal fatto che non abbiamo la nostra attenzione rivolta pienamente al presente!

E' adesso che debbo amare, se non lo faccio non è perchè adesso non sono in grado di farlo, perchè se così fosse, non sarò in grado neanche domani, dopodomani e cosi via...., ma perchè non voglio farlo.

La verità è che la mia mente non vuole (la mente non può amare),
allora per amare debbo, adesso, portarmi al di là della mia mente ed essere anima (spirito) vivente, poichè questa vive amando e può farlo solo se ho la consapevolezza di vivere nel presente in quanto lo spirito non vive nel tempo!


giovedì, gennaio 05, 2006

Il corpo interiore


Siamo abituati a considerare il nostro essere come formato solo dal corpo "fisico" che contiene la mente.

Qualcuno di noi poi, andando un pò oltre, indica un livello interiore con caratteristiche non facilmente identificabili come parte spirituale dello stesso essere, al centro del quale come una sorta di cuore pulsante vi è l'anima di cui non sa dare altre indicazioni.

Quindi da ciò si evince che non si è in alcun modo portati a considerare un "altro" corpo che potremmo chiamare *interiore* che ha tutte le percezioni di quello fisico come provenienti da questo per riflesso.

Questo stato di cose che alla fine diventa una consapevolezza consolidata non ci permette di "scorgere" questo riflesso per cui la nostra percezione dell'essere rimane ancorata ad un piano fortemente "fisico" cioè materiale che poco concerne con il piano spirituale.

Se invece prendiamo questo assunto, almeno come una ricerca interiore, come qualcosa da indagare, possiamo cominciare a considerarci come un corpo interiore-spirituale insediato in un corpo fisico-materiale con un legame vitale-energetico per il quale il primo è limitato dal secondo fin quando questo rimane in vita ma ciò non deve limitare qualsiasi "concreta" percezione dello stesso sol perchè non siamo abituati a considerarci altro che corpo e mente (piano fisico)!

Questo ultimo ci comunica la sua essenza attraverso una serie di percezioni psicofisiche ed emozionali che non sappiamo scindere da quelle che posson essere "diverse" e peculiari allo stato spirituale perchè in realtà (ma poi andiamo a scoprirlo in prima persona poichè le parole di chi scrive non riescono a darvi in pieno il senso che intendenderebbero dare) sulle prime non sono tanto "differenti" poichè esse non sono altro (nello stato di interdipendenza corpo-spirito) che il riflesso delle stesse.

Il "vedere"(sentire, gustare, toccare ecc.) dello spirito è il riflesso del veder del piano fisico, fintanto che il primo sussiste come corpo "interiore" del corpo fisico-materiale, così il pensare dello spirito è il riflesso del pensare della mente, purtroppo la nostra percezione di tale riflesso è del tutto inesistente per l'invadenza (direi dominio) della mente.

Dire penso col "cuore" per intendere con l'anima (nucleo del corpo interiore) diventa spesso puramente una illusione perchè colei che pensa è sempre la mente poichè il "pensare" dello spirito visto come riflesso "purificato" del pensiero della mente è cosa alquanto rara e possibile solo in quello spazio di tempo-non-tempo che è il presente dove il quel che è ci appare come unica verità inconfutabile.

Proprio in tale spazio la nostra attenzione rende viva la percezione del corpo interiore con un contatto infinito con tutto ciò che è nell'intero creato!

Il "pensiero" della mente quando va a riflettersi nel corpo interiore (lo spirito) si purifica cioè assume la veste "veritiera" dell'essenza del nostro essere e slegato dalla centralità egoistica della mente e ci indica chi siamo.

Affinchè ciò avvenga è fondamentale una potenza che nell'universo creato ed increato non ha eguali: l'amore!

Infatti il corpo interiore vive solo di amore e quando questo gli manca langue "ammalato" od in "fin di vita" (per usare termini di tipo fisico-materiale).

Quindi non ne percepiamo il "riflesso" dell'essere corpo (mente) perchè manca la forza vitale dell'amore per illuminare il senso di percezione del nostro io consapevole.

Nella nostra indagine autosserviamoci in ogni nostra azione (o pensiero) d'amore e scorgeremo i piccoli bagliori del riflesso che la nostra anima pur nello stato di scarsa vitalità in cui si trova può darci!

Chi siamo???


Io chi sono? Noi chi siamo? Cosa ci sentiamo di essere?

Corpo perchè lo percepiamo, lo muoviamo, ne riceviamo le sensazioni?

Mente perchè percepiamo in noi lo scorrere del flusso dei pensieri o l'intensità a vari livelli di molteplici emozioni?

Questo è quanto siamo? Una carrellata di sensazioni, un ricevere quindi e non un trasmettere e se qualche volta crediamo di trasmettere siamo sicuri che non è un riflesso condizionato del ricevere.

Quando possiamo dire di "creare" qualcosa?

Siamo mai noi artefici di una creazione da zero cioè senza partire da qualcosa di preesitente?

Quando potremo affermare ciò sarà perchè saremo stati veramente noi stessi, consapevoli di verità limpidi ed inconfutabili in base alle quali avremo espresso le nostre chiare intenzioni liberi da ogni legame fisico o mentale.

Per arrivare a ciò dovremo arrivare a vivere l'esperienza di quella che viene chiamata del morire a sè stessi, con la rinascita a nuova vita, **attenzione** tutto ciò non avviene sul piano fisico ma su quello spirituale pur se poi percepito dalla nostra mente se liberata dai suoi "fantasmi" interni.


Come arrivare davanti ad un "baratro" dove abbiamo lasciato tutto alle spalle ed alla vista del vuoto questo non incute alcun timore per cui rimaniamo sulla linea di confine, una zona alta dalla quale vediamo il "quel che è"senza essere riassorbiti da quello che abbiamo lasciato senza cadere nell'oblio del baratro che abbiamo di fronte.

In tale zona è l'adesso, il presente che può esser visto solo se la nostra attenzione è "PURA" cioè non condizionata dalla mente, lì vedremo la verità e questa ci apparirà stravolgente!