giovedì, novembre 22, 2012

La vita è davanti a noi come in un grande quadro




Immaginiamo di osservare un quadro, posto davanti a noi ad un paio di metri, perchè ampio, vediamo che rappresenta, di una stessa vicenda, vari momenti a seconda della zona dello stesso su cui ci soffermiamo a guardare.

Ci accorgiamo che narra della storia della vita di una persona:


- su in alto nell'angolo a sinistra lo vediamo quando nasce, poi lo vediamo, un pò più grande, giocare, poi andare a scuola, poi fare esperienze di sofferenza, perchè lo vediamo in ospedale e poi di gioia per una buona amicizia e man mano che guardiamo le scene, le vediamo diramarsi con una concatenazione fatta di un succedersi degli eventi, la cui rappresentazione è fatta in modo tale che le stesse scene sono, una vicina all'altra, perchè l'una consegue all'altra. Vediamo persino gli ultimi momenti di vita, rappresentate da scene che mostrano la morte del nostro personaggio.


Ora facciamo qualche riflessione:

- il quadro presenta nello stesso istante, davanti a noi che lo osserviamo, le scene di diversi momenti di vita, queste sono in una successione  logica che possiamo guardarle una dietro l'altra senza passare a momenti precedenti o susseguenti che non sono coerenti con lo sviluppo della storia rappresentata.

Eppure sono tutte già presenti nel momento che le osserviamo per cui quando cominciamo ad osservare le scene iniziali è perchè la nostra attenzione coglie queste e da queste si sposta alle scene "limitrofe" che comprendiamo essere le successive.

Però in tale contesto nulla ci vieta di guardare una scena posta in altro punto lontano della tela che vediamo rappresentare un momento di vita "temporalmente" diverso da quello a cui prima prestavamo attenzione, questo lo possiamo fare perchè il tutto senza tempo in un unico presente è li davanti a noi nel quadro.

Quindi il quadro ci rappresenta nell'adesso tutti gli accadimenti della storia che rappresenta, quello che fa sì che alcune scene, son osservate prima ed altre dopo e così via è dato dall'attenzione che la nostra mente applica a quanto osserva e percepisce (osservando le scena una dietro l'altra sforzandosi a farlo senza sbagliare successione) non potendo fare altrimenti perchè non può guardare l'insieme in un solo istante e comprendere tutta la storia, questo a causa dei suoi limiti.

Il tempo è perciò rappresentato dalla successione che l'attenzione esegue nello scorrere gli eventi tracciati sulla tela. In realtà esso è fermo davanti a noi, poichè tutta la storia è là, passato (dove abbiamo già guardato), presente (dove è adesso la nostra attenzione) e futuro (dove guarderemo poi).

Possiamo dunque affermare che se noi, davanti al quadro, non facciamo scorrere l'attenzione al succedersi delle scene, nei vari punti dove esse sono rappresentate, avendole tutte davanti nello stesso istante, siamo padroni del tempo, poichè esso è tutto davanti a noi.

Esso si mostra come fermo e lo sarebbe per davvero se riuscissimo ugualmente a comprendere la storia senza dover far scorrere l'attenzione alle scene una dietro l'altra!

Perciò secondo questa riflessione il quadro che è davanti a noi, mostra tutto nello stesso istante, cioè adesso, siamo noi che non siamo capaci di vedere tale "tutto" in una visione d'insieme, nell'unico tempo presente che è davanti a noi, perchè non abbiamo sviluppato la percezione (che non è dei 5 sensi fisici) intuitiva, quella per intenderci che non ha bisogno del "movimento" (movimento=tempo) dei sensi per poter comprendere ciò che osserva!


Ora qualche domanda:

  • Queste riflessioni possono essere le stesse, se davanti a noi non vi è un quadro ma la vita vera?
  • Quanto questa è diversa dal quadro?
  • Siamo sicuri che il passato che abbiamo trascorso, dopo averlo vissuto con la nostra attenzione, non era già davanti a noi, in qualche punto della vita presente?
  • Il futuro dov'è?
  • Non è forse nelle scelte che faremo e che altro non sono se non la conseguenza dello spostarsi della nostra attenzione ad esse?

  • Siamo veramente sicuri che davanti a noi, la realtà non mostri nello stesso momento presente tutta la nostra vita, i cui momenti ci appaiono passati, presenti o futuri, sol perchè siamo limitati nell'osservazione di essi dal movimento (che crea il tempo) che effettua l'attenzione della nostra mente quando ne prende conoscenza?
  • Ma  se fosse tutto (passato, presente e futuro) davanti a noi, perchè pur nel movimento d'obbligo che deve tenere la mente per porvi l'attenzione, non è possibile "saltare" la successione solita (prima il passato, poi il presente, poi il futuro) e ritornare al passato o andare nel futuro?
Possiamo affermare che sarebbe possibile se oltre le mente non ci fosse anche il corpo, poichè questo è anch'esso pesantemente ancorato al movimento e quindi al tempo da esso prodotto.
La mente intesa come pura attenzione può realmente portarsi con questa stessa al passato (cioè il presente che è stato osservato prima nel movimento dell'attenzione) e vederlo, mentre per portarsi al  futuro, siccome l'attenzione non si è ancora soffermata sopra (secondo la fisica quantistica non si è ancora determinata, pur essendo già realtà ma in uno stato di "vuoto", cioè "non materia" visualizzabile ma energia cioè "altra materia" del tipo non visualizzabile per intenderci) vi è da dire che per esso rimane "aperta" la rosa di un certo numero di possibilità  (un ristretto ventaglio di "non stati" dice sempre la fisica quantistica) dalle quali viene fuori quella che poi si determina, badate non "quando" (termine temporale) ma solo "se" (termine di mera scelta) la nostra attenzione la "sceglie" come evento di vita. 


Quindi si può andare al futuro considerando questo come quella rosa di possibili eventi che sceglieremo proprio perchè  questa è nel presente, mentre tutto il futuro diverso da questa è del tutto inesistente per cui irreale!
Attraverso l'intuizione noi possiamo percepire una realtà ancor più ampia e completa che potremmo chiamare, senza tempo, cioè in effetti quella che dovremmo chiamare la "VERITA'", poichè scavalcando del tutto anche la mente (pur sempre insita nel tempo col movimento dell'attenzione che coglie gli eventi della vita) è come se osservassimo quel "quadro"  (portato ad esempio), considerandolo realtà viva  e nella quale non è rappresentato solo una vita (la nostra) ma  il "vivere" di tutte le vite: l' "esistere" che abbandonate le "forme" del tempo è alla fin fine una unica vita di un unico essere: l'umanità!

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