sabato, dicembre 29, 2012

Le verità importanti




Solo le verità che durano per sempre sono importanti per la nostra vita. 

Inutile è legarsi a tutto ciò che poi finisce, che valore hanno 100 anni di vita, nel nostro corpo e coi limiti della materia, quando tutto il resto della nostra vita avrà una lunghezza senza fine, eterna. 

Allora partiamo alla scoperta delle verità eterne per conoscerle e comprenderle al fine di farci guidare da esse. 

Così non saremo limitati ma entreremo nelle eternità attraverso di esse. 

Quanto vale un gesto di non amore rispetto ad un gesto di amore? 

Entrambi hanno un valore che pregiudica la nostra eternità col primo arretriamo nella nostra crescita e ci separiamo dal tutto, col secondo avanziamo e rinsaldiamo la nostra comununione con tutto il creato e con Dio!

Verità

La verità che non conosciamo

 

    Ciò che vediamo attraverso ogni percezione che sia fisica od emotiva è dato da quello che siamo, cioè sentiamo, vediamo, percepiamo attraverso il filtro di quello che siamo, per cui solo se ci avvicineremo alla purezza la nostra visione sarà netta.
    Guardiamoci intorno, adesso in questo momento, cosa vediamo?
    Riflettiamo:
       - non vediamo altro che il riflesso di noi stessi, in ogni cosa che osserviamo, per cui quanto più tale riflesso è denso di fuliggine, è buio, mancante di luce, tanto più non scorgiamo granchè che non sia solo l'immagine statica di noi stessi, pur nella visione di un'apparente realtà.
    Se per ipotesi guardimo fuori dalla finestra e sta nevicando, dovremmo vedere la luce del bianco sfavillante della neve ma se nel nostro cuore c'è poca luce vediamo in modo opaco e fumoso, per cui tutti i particolari, pochi, che scorgiamo saranno poco nitidi ed avremo una percezione molto ridotta della realtà che stiamo osservando.
    Invece se nel nostro cuore c'è la luce di Dio, tutto sarà vivo, luminoso e gioioso.
    Ecco spiegato il fatto che quanto vediamo non è quanto veramente è perchè il nostro cuore oscurato non ci permette di vedere altro che noi stessi, solo una trasformazione interiore e profonda che ci posponga a Dio, in quella che poi è santa umiltà, ci potrà rendere chiara la visione della vostra vita.
    Cosa è l'umiltà, non è sottomettersi come una pecora matta a chi vuole farci violenza per puro egoismo ma il permettere al Padre nostro santissimo di agire nella vostra vita senza che il nostro orgoglio lo ostacoli, in pieno abbandono.
    Con quali conseguenze?
    La risposta è semplice, saremo uniti a Dio, come lui vorrà, egli ci porterà nel palmo della sua mano, ci terrà nel suo abbraccio, ci difenderà e quanto più crederemo che ciò sia possibile più egli ci condurrà alla vera gioia, che è santa letizia, per sempre, sempre, sempre, tutto ciò quando inizierà?
    Già da adesso se fin da ora comincerà la nostra trasformazione in santa umiltà che è Dio!

domenica, dicembre 09, 2012

Energia vitale questa sconosciuta

Quanto è importante riuscire ad avere il controllo della propria energia vitale, quanto è importante sentirla scorrere dentro di noi e comprendere quando sta per rallentare il suo flusso, quando sta per alterare la sua vibrazione, quando non  possiamo usufruire della sua forza perchè bloccata da diversi ostacoli e conflitti interiori.

Quanti di noi hanno questa sensibilità?

Quanti di noi conoscono in modo profondo la propria energia vitale?

Molto pochi!


Avere una conoscenza chiara della propria energia vitale ci porterebbe a poterla gestire bene, a poter avere la sua massima forza quando serve ed a risparmiarla (nel senso di ottimizzarne l'uso) quando non serve, ad armonizzarla quando è "turbata" a stimolarla quando giace sul "fondo" del nostro essere e sembra di non averla affatto!

Vi è mai capitato di dover affrontare una situazione e vi sentite senza quella spinta vitale che potrebbe invece darvi la forza a farlo bene?

Vi è mai capitato di sentire dentro uno stato di pace quasi "ultraterreno", una grande armonia ed una forza che vi farebbe affrontare il mondo intero?

Vi è mai capitato, dopo esser stati maltrattati, di usufruire di una forza (energia irritata) di cui non ne avete il controllo ma che comunque vi sostiene nell'azione?

Allora vi è la forza dell'energia in stato armonico e la forza dell'energia "irritata" conseguente ad un attrito, un conflitto al quale reagite.

Sentite dentro di voi la forza ma in modo molto diverso, la prima con benessere, supervisione ed autocontrollo, la seconda irritazione, agitazione con brio e totale mancanza di controllo.

Nel primo caso la forza continua a sostenervi fin quando l'armonia regge, nel secondo caso pur continuando l'irritazione la
forza si muove in voi agitandovi con degli alti e bassi, continuamente altalenanti, fino a crollare come dopo un grande sforzo facendo così sentire "piatti" dentro, quasi senza più "forza"!

Di questa seconda forza è forse piena la nostra vita ma possiamo imparare a gestire il primo tipo di forza?

Certamente!

Attraverso un cammino che sembra facile ma invece sulle prime non lo è perchè non siamo abituati a percorrerlo: l'autocomprensione.

Infatti è autocomprendendoci senza in alcun modo giustificarci nè condannarci che ci avvicineremo alla verità nascosta nel nostro essere e di conseguenza del "tutto".

L'energia rimane sconosciuta perchè sconosciuto è alla nostra consapevolezza il nostro modo di essere come non sappiamo perchè reagiamo in un certo modo (psicoemozionale) davanti alla vita così non comprendiamo perchè davanti alla stessa non sappiamo gestire la nostra energia vitale al meglio, anzi spesso ci troviamo scarichi (come una pila da buttar via......no meglio riciclarla).

Ecco che vorremmo esser "carichi" davanti ad una situazione che richiede forza e questa stenta ad arrivare, non mi riferisco a situazioni di emergenza (dove intervengono altri fattori a tirar fuori la nostra energia, in qualsiasi stato essa si trovi) ma alla quotidianità, all'impatto con gli eventi che essa ci fa affrontare.

Spesso la vita è come una fontana che gocciola disturbandoci, siccome non riusciamo a chiuderla bene per eliminare il gocciolio vi mettiamo sotto, a raccogliere l'acqua che cola, un secchio (la nostra sopportazione) che una volta riempito, se non lo facciamo prima che si riempie del tutto, cerchiamo di svuotarlo, altrimenti soffriamo molto della saturazione, così trascorriamo la nostra vita, riempimento e svuotamento ma mai risoluzione, perchè?

Perchè la nostra conoscenza dell'energia vitale è scarsissima, come tale è anche l'autoconoscenza, badate non quella dei propri pregi e difetti ma l'autocomprensione della faccia vera (non giustificata nè condannata) di noi stessi!
LUCID DREAMS ED IL PRESENTE ASSENTE

I sogni lucidi sono quelli nei quali ci appare un mondo osservabile con la fluidità di una mente distaccata dai limiti spazio-temporali.

In essi il presente ci appare "più vivo", quasi pulsante, possiamo predisporre sol pensandolo quello che vogliamo sia l'evento da osservare, per scoprire cose che non conosciamo.

Se il sogno perdura come lucido, qualcosa forse scopriamo, ma poi se non siamo esperti nell'utilizzo di tale modalità onirica, i risultati della nostra ricerca saranno pochissimi.

Pochi sanno però che il sogno lucido può verificarsi anche da svegli!!!

Infatti anche la realtà ci appare come un sogno mantenuto tale dalla mente che proietta continuamente immagini sue sullo schermo della nostra percezione ed il presente "vero" risulta quasi del tutto assente davanti a noi, per cui la nostra visione è spenta, senza stimoli ad acuire l'attenzione.

Se entriamo nella modalità osservativa simile a quella del sogno lucido tutto ci apparirà più vivo, interessante ed il presente non sarà più assente.

Difficile con le sole parole (quasi sempre inutilizzabili per far comprendere sensazioni interiori) portare alla vostra conoscenza come è lo stato della modalità osservativa del presente "vivificato".

Potrei dirvi che i colori sono più accesi, che le forme intorno vi apparirano meno piatte e più tridimensionali (come sono e spesso non rileviamo), i suoni più netti, gli odori più marcati, il contatto più significativo, i pensieri più "lucidi".

Tutta la sensorialità si presenta più marcata.

Ma ciò non basta ancora a rendervi l'idea. Vi sentirete parte di un insieme e non elementi separati sparsi dello stesso. Vi sentirete meno coinvolti perchè percepirete il coinvolgimento globale di ogni componente del tutto (l' insieme di cui vi sentite parte).

Sentirete il tono energetico psicoumorale essere molto fluido e reattivo agli stimoli che percepite. Non vi sentirete lì in quello spazio-tempo per caso e senza motivo.

Potrei aggiungere altre cose, ma non so quanto vi aiutano alla comprensione, forse vi fanno avvicinare almeno un pò ad essa.

Spero che almeno vi rendiate conto che il presente che viviamo è solo l'idea che abbiamo di esso riproiettata davanti a noi e creduta "vera"!!!!

Invece il presente che dovremmo vivere è pieno di sorprese, di novità, di situazioni da cogliere con entusiasmo per la nostra continua crescita, anche le sofferenze saranno viste come momenti necessari ad eliminare le nostre debolezze e le nostre immaturità.

Infatti tutte quelle che noi chiamiamo sofferenze morali (psicoemozionali) sono nient'altro che la reazione del nostro stato di maturazione all'evento che le produce, in parole povere non soffriremo se la reazione nostra fosse di equilibrio e forza e non di debolezza.

Qualcuno potrebbe obbiettare che quando c'è un grande aggravio di eventi sgradevoli è difficile dimostrare forza ed equilibrio, in realtà ancora una volta, proprio in tali casi se c'è maturità si reagisce contenendo la sofferenza fino ad utilizzarla per una maggior crescita, se non c'è si può avere il crollo di quella struttura interiore per la quale poco abbiamo lavorato in precedenza.

Inoltre, con il senno di poi, ricordate nella vostra vita passata un aggravio tale di eventi sgraditi in confronto ai quali non avreste potuto avere la forza giusta per superarli?

L'avvicendarsi degli eventi è sempre tale da poterli superare se ne abbiamo la forza, solo eccezionalmente si verifica un maggior aggravio degli stessi (più situazioni contemporaneamente) ma sol perchè ognuno di essi era potenzialmente in attesa da tempo in quanto il suo percorso era già presente accanto a noi pur se non si era ancora ben evidenziato perchè fino ad allora avevamo rinunciato ad affrontarlo.

Quando ciò succede abbiamo chiari segni che la strada che stiamo percorrendo non è quella giusta per noi, proprio perchè la quantità di avvenimenti avversi (sgraditi) indica che il nostro stato dell'essere interiore non è in sintonia con quanto ci accade (perciò soffriamo) ma è in conflitto, poichè ci siamo allontanati molto dalla "corrente magistrale"  del fiume divino che trascina tutto ciò che avvolge con le sue acque per portarlo a sè e si sa che tutto quanto rimane fuori soffre dell'aridità che la mancanza dell'acqua viva provoca.

In ultima asserzione la sofferenza è il riconoscere da parte della nostra interiorità che quanto ci accade stride provocando attrito nella nostra psicoemotività che non è matura davanti all'evento che la produce e questa nostra reazione è il segno vivo di ciò che il nostro essere ha bisogno per esser rinforzato, tale quadro è comprensibile solo attraverso l'autoconoscenza!